ARISANSEVERO


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2006 Eclissi di sole

Radioastronomia

A.R.I. SEZIONE DI SAN SEVERO

Gruppo di Ricerca Astronomica

Scientific Expedition Partial Eclipse
** SAROS 139 **

Monte Gargano 29 Marzo 2006

di iK7ELN Giovanni Lorusso

Indubbiamente, un eclissi totale è uno dei fenomeni più suggestivi che la perfetta macchina celeste possa offrirci. La scomparsa in pieno giorno della luce solare, il repentino abbassamento della temperatura, il comportamento irrequieto degli animali, risvegliano nell’uomo ancestrali timori che questo fenomeno suscitava nelle antiche popolazioni. Comunque, va detto che le antiche civiltà già conoscevano questi periodici eventi astronomici, tanto da contarne i cicli di configurazione dell’allineamento sul piano equatoriale celeste del Sole, della Luna e della Terra, ovvero: la periodicità delle orbite. Infatti, furono proprio i Babilonesi a scoprire per primi il Ciclo di Saros; infatti nella lingua Caldea, la parola “Saros” significa “Eclisse”; fu, poi, l’astronomo Edmond Halley, scopritore di comete, ad applicare questa metodologia babilonese per stabilire i cicli e, quindi, le previsioni di questi meravigliosi fenomeni celesti. Dunque, l’eclisse totale di Sole del 29 Marzo 2006, il 139° del Ciclo di Saros, si è verificato al mattino, iniziando il suo cono d’ombra nella parte più orientale del Brasile (PY), per poi approdare sulla costa Africana, e, più precisamente, attraversando il Ghana (9G1), Nigeria (5N), Niger (5U7), con la centralità del fenomeno in Libia (5A) per circa 5 minuti, quasi ai confini con il Ciad (TT), per poi proseguire verso l’Egitto (SU), l’isola di Creta (SV9) e l’isola di Cipro (5B4), la parte meridionale della Turchia (TA), il Caucaso, il Kazakhistan (UN/UQ) e terminare sul bordo settentrionale della Mongolia (JT). L’Italia, invece, ha beneficiato della parzialità del fenomeno, con una percentuale che accresceva a latitudini sempre più basse e la città più fortunata è stata proprio Reggio Calabria, dove la copertura del disco solare ha raggiunto il 72% di copertura. A tal proposito sono state tante le iniziative per seguire questo importante evento astronomico tanto in Italia che all’estero. La comunità scientifica ha organizzato una spedizione nel deserto libico, alla quale ha preso parte anche l’Unione Astrofili Italiani – U.A.I. con l’ausilio di sofisticati strumenti ottici: telescopi, binocoli astronomici, camere web, videocamere ad alta risoluzione ed apparati fotografici; raccogliendo immagini e dati importanti da analizzare, successivamente, negli istituti di ricerca. Va detto che, anche in Italia, grazie alle informazioni da parte dei mass media; dall’opera di sensibilizzazione da parte delle numerose Associazioni di Astrofili presenti sul territorio e dalle buone condizioni atmosferiche, l’evento è stato seguito, soprattutto dalle scolaresche, ma anche dalla gente comune che, per un attimo, si è fermata ad osservare l’eclisse. Per questi ultimi, gli Astrofili hanno organizzato veri e propri siti osservativi nelle piazze dei comuni di loro residenza, consentendo alla popolazione di osservare l’eclisse con i loro telescopi. E, poiché l’evento, anche se parziale, interessava fortemente il meridione d’Italia, con una percentuale del 68% alla latitudine 41° 42’ Nord ed alla longitudine 15° 38’ Est sui monti del Gargano, i Radioastrofili ed i Radioamatori, soci della Sezione di San Severo (Foggia), hanno deciso di non mancare a questo importante appuntamento, organizzando una spedizione scientifica sul promontorio del Gargano, individuando il sito osservativo in località Borgo Celano (locator JN21TQ), ubicato a quota 646 s.l.m., tra i Comuni di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, nel rispetto delle coordinate geografiche precedentemente riportate. Scopo della spedizione: l’osservazione del fenomeno in visibile e l’osservazione del comportamento della propagazione delle onde elettromagnetiche su varie lunghezze, in modo particolare in gamma 80 metri, che, come sappiamo, di giorno, è quasi sempre chiusa. La raccolta dei dati relativi agli effetti collaterali dell’eclisse, quali: condizioni meteorologiche, anomali aperture della propagazione ed altri fenomeni apprezzabili, sarebbero stati inviati alla Sezione di Ricerca Sole e alla Sezione di Radioastronomia dell’U.A.I. per uno studio più approfondito. A tal proposito, in preparazione di tale evento furono fatti parecchi incontri in sezione e diverse ricognizioni sul posto che avrebbe ospitato la spedizione scientifica; per cui, fu deciso di costituire due gruppi di lavoro, dove, lo staff di Radioastrofili avrebbe curato dettagliatamente l’osservazione in visibile e la stazione meteorologica; mentre il teeam di radio operatori si sarebbe occupato dell’installazione di una stazione radio per monitorare le varie bande di frequenza. Unica incognita: le condizioni meteorologiche del 29 Marzo 2006. Ma, tanta perseveranza fu premiata, perché il giorno 29 di Marzo si annunciò con una splendida giornata, adornata con un Sole raggiante, pronto ad esibirsi per quanti avevano raggiunto il deserto Libico e quanti, come noi, ci apprestavamo ad “arrampicarci” sui monti del Gargano con i nostri mezzi stracarichi di apparecchiature ottiche, apparati radio, pali, antenne e generatore elettrico. E, sebbene il primo contatto tra la Luna ed il Sole (fase di penombra) alla nostra latitudine, era previsto per le 11,29 loc
al time, noi, alle ore 10,00 eravamo già tutti schierati sul sito di Borgo Celano.



Scenario circostante: i verdeggianti monti del promontorio Garganico e l’antico convento di San Matteo, importante meta sulla Via Langobardorum di tanti pellegrinaggi prima di giungere nella città di Padre Pio.

Così, il gruppo di lavoro dei Radioamatori, composto da iW7.EBE Giuseppe Grassano, iK7.WUF Graziano Fracasso, iW7.EDW Domenico La Sala e i7.VRY Raffaele Paradiso, prontamente approntarono una stazione radio, utilizzando un ICOM 706 MKIIG, connesso ad un dipolo multibanda, innalzato su di un palo di oltre 6 metri.


Mentre il gruppo di Radioastrofili, composto da iK7.ELN Giovanni Lorusso, iW7.EFJ Marco Evangelio, iZ8.DWH Salvatore La Torre e iK7.MWT Guerino Gosciola, allestirono in fretta la postazione osservativa, composta da due telescopi rifrattori, corredati di filtro in luce bianca Astrosolar; due telescopi con filtri interferenziali a 6563 A°, per l’osservazione in Ha (Idrogeno Alpha, a 6563 Angstroms); due binocoli astronomici protetti con filtri in luce bianca Astrosolar; un apparato fotografico Canon Eos 300 D munito di obbiettivo MTO 500 e duplicatore di focale e filtro in Astrosolar; un apparato fotografico digitale Mustek Imaging per rilevare immagini con sistema afocale, direttamente dall’oculare del telescopio;


una stazione meteorologica Casio, indispensabile per rilevare variazioni durante le fasi dell’eclisse ed un P.C. portatile per attingere, attraverso il programma WXTrack, dati importanti, quali: l’A.R. (l’ascenzione retta in ore, minuti e secondi); la Decl. (declinazione in gradi, primi e secondi); e la U.A. (distanza Terra-Sole in Unità Astronomiche – una Unità Astronomica è circa 150.milioni di Km.), necessari per il corretto puntamento dei telescopi. A lanciare “l’allarme” ha provveduto iK7.MWT Guerino, quando, alle ore 11,29, con cronometrica puntualità, un piccolo lembo di Luna ha iniziato ad occultare il Sole, dando luogo al primo contatto (fase di penombra). Ed allora: ognuno al proprio posto e…..via al cronometro. La fase massima (la centralità) era prevista alle ore 12,42, tempo locale, e l’ultimo contatto (penombra), stimato alle ore 13,54; per cui, vi era un bel da fare se volevamo seguire l’eclissi, anche perché, “lo spettacolo” non si ripeteva! Intanto che la Luna occulta il disco solare la temperatura scendeva gradatamente, fino a raggiungere circa 10 gradi in meno (da 25,2 °C alle ore 11.31 a 15,7 °C alle ore 12,45) per poi risalire lentamente a valori più accettabili; il vento che spirava intorno agli 11 nodi (brezza leggera), nella fase di centralità era sceso a meno di 1 nodo (bava di vento); così pure l’umidità che è andata man mano aumentando, per poi decrescere sotto i caldi raggi solari. L’unico valore inalterato è stata la pressione meteo, rimasta intorno ai 943 hpa.; a differenza della luminosità che, oltre ad essere accuratamente misurata con un esposimetro, era percepibile anche a vista d’occhio. Ma la cosa che più ha affascinato tutti è stato il cinguettio degli uccelli, i quali, ubbidendo al loro istinto, hanno smesso di cinguettare, sicuramente convinti che il Sole fosse al crepuscolo e che bisognava prepararsi per la notte. Una certezza Darwiniana questa, la quale considera l’uomo un animale evoluto e capace di ragionare. E, mentre l’oscurità totale attanagliava la sabbia del deserto libico per 4 minuti e 7 secondi, a Borgo Celano, sebbene in fase di parzialità, noi abbiamo vissuto la stessa emozione, osservando quel forzato “tramonto” del Sole che i Babilonesi, ancor prima di noi, avevano vissuto, studiandone i particolari. Ed intanto che svolgevamo i nostri compiti osservativi, ci raggiunse un buon numero di persone, incuriosite dalla nostra presenza e dagli strani strumenti da noi utilizzati. Indubbiamente, rispondemmo con piacere alle loro domande, spiegando loro che un eclisse di Sole si verifica quando la Luna è in congiunzione con il Sole; per cui, l’evento accade soltanto quando Sole-Luna-Terra si trovano sulla stessa retta del piano equatoriale celeste, quando la Luna è al perigeo, cioè alla minima distanza dalla Terra, ed il suo diametro apparente sembra più grande di quello del Sole, aggiungendo, inoltre, che la Luna è circa 400 volte più piccola del Sole, ma, che, in quell’istante, era 400 volte più vicina alla Terra, mostrando un diametro apparente del suo disco quasi delle stesse dimensioni del disco solare. Infine, gli mostrammo le nostre attrezzature, consentendo loro di osservare ed ascoltare le voci dei colleghi radioamatori che si scambiavano continuamente dati ed impressioni. Ad accrescere la nostra emozione, si è aggiunse la sporadica propagazione degli 80 metri, i quali, obbedienti alla legge fisica che la distingue, permetteva buone aperture con segnali discreti, a media e lunga distanza, con la zona uno, la zona cinque, la zona zero ed un buon numero di stazioni con la zona sette. La tecnica utilizzata dal teeam dei radioamatori fu quella di invitare quanti colleghi erano in QSO sulle varie bande di frequenza, a trasferirsi immediatamente sulla gamma degli 80 metri per effettuare prove di sintonia, spiegando loro la natura di tale richiesta. E, qui, bisogna dire che la collaborazione è stata davvero alta, anche se i segnali erano evanescenti e, più volte, ascoltati con la “forza di volontà”. Probabile che lo strato D della ionosfera, non ricevendo più l’irraggiamento solare, lasciava il posto allo strato F, per poi ricomparire e riprendere il suo posto intorno ai 90 Km di altezza. Non da meno, il rumore di fondo (QRM), attenuatosi a livelli molto bassi, per poi ricomparire in modo aggressivo. Nulla da apprezzare, invece, su altre bande, dove le condizioni sono rimaste invariate. Naturalmente, queste sono soltanto supposizioni e non certezze, perché, come sappiamo, il fenomeno della propagazione delle onde e.m. è ancora oggetto di studio da parte degli Astrofisici. Tuttavia, a noi rimane la soddisfazione di aver contribuito alla ricerca, osservando il fenomeno in tutti i suoi dettagli, su diverse righe dello spettro elettromagnetico: sulla banda radio, in luce bianca e sulla riga C dell’idrogeno alpha, annotando scrupolosamente tutto ciò che ci sembrava di particolare interesse, ivi comprese due gruppi di macchie solari presenti sull’emisfero Nord/Ovest della fotosfera solare e qualche piccola protuberanza sulla corona solare, osservata con i telescopi in Ha. Non da meno, un buon numero di immagini fotografiche del Sole, le quali, confrontate con le immagini osservate sul sito internet della sonda SOHO (Solar and Heliosperich Observatory – sohowww.nascom.nasa.gov oppure: sohowww.estec.esa.nl) ci hanno rassicurato sulla buona riuscita della nostra spedizione scientifica.

Le eclissi,




un entusiasmante ed affascinante fenomeno, rigorosamente governato dalle leggi che regolano l’Universo; un importante appuntamento dove, anche i Radioamatori sono chiamati ad assistere, per meglio capire i meccanismi della fisica, fautori dei radio collegamenti. E, poiché in apertura dell’articolo abbiamo accennato al Ciclo di Saros, ci piace chiudere l’argomento elencando i prossimi appuntamenti, purtroppo lontani dall’Italia: eclisse totale di Sole del 1° Agosto 2008, in Cina (BA/BG), già definito l’Eclissi delle Olimpiadi; eclissi totale di Sole del 22 Luglio 2009, sempre in Cina (BY/BT), stimato come l’eclissi più lungo perché la fase di oscurità totale durerà ben 6m e 39s; l’eclissi totale di Sole dell11 Luglio 2010, nell’Isola di Pasqua (CE0Y), definito l’eclissi di Mohai (le enormi statue di Easter Island); e l’eclissi totale di Sole del 02 Agosto 2027, che taglierà in due parti i Paesi del Nord Africa. A questo punto chiudiamo qui questa DXCC delle eclissi che, per quanto non visibili alla nostra latitudine, comunque interesseranno il nostro pianeta. In attesa, consoliamoci con la prossima eclissi, questa volta di Luna, in calendario il giorno 07 Settembre 2006. Noi vi assicuriamo che è uno spettacolo altrettanto suggestivo. Sipario alle ore 16,42.3 T.U. Non mancate.









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