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2006 SORELLA LUNA

Radioastronomia

SORELLA LUNA, FRATELLO SOLE

Un sasso senza tempo

di iK7.ELN Giovanni Lorusso


Nella fantasia collettiva, la Luna ispira romanticismo tra gli innamorati: chi non ha sognato di ricevere un bacio al chiar di Luna dalla sua morosa? Ma, anche preziosi quadri di autore o melodiosi brani musicali. Insomma, tutta una serie di combinazioni che affiorano nella mente umana, nelle quali, la Luna, occupa un ruolo primario. La realtà, invece, è ben diversa per gli Astrofisici. Per la Scienza che studia la Planetologia infatti, il nostro Satellite non è altro che un corpo ormai geologicamente morto, un frammento di roccia incapace di modificarsi ulteriormente, però ricco di informazioni su un passato lontano, di cui la Terra non ha più memoria, ma, che, invece, è stato comune.

La Luna,come la Terra, è nata circa 4600 milioni di anni fa e le ipotesi formulate dalla Comunità Scientifica sostenevano che si fosse formata in un luogo lontano dell’Universo per, poi, essere catturata dal nostro Pianeta; oppure, che si sia formata da un frammento terrestre staccatosi dalla Terra a seguito di un terribile impatto con un Asteroide. Comunque, una cosa è certa, e cioè che, da 4600 milioni di anni ci gira intorno in circa 28 giorni (fasi lunari:

primo quarto,
luna piena,
ultimo quarto, novilunio)

mostrandoci sempre la stessa faccia e girando con noi intorno al Sole (movimento di rivoluzione). A questo punto, si direbbe: un inutile rimorchio che la Terra si trascina dietro per 365 giorni nel corso del suo movimento di rivoluzione intorno al Sole? La risposto è: NO. Il nostro Satellite infatti è autore di meravigliosi fenomeni celesti, quali: le Eclissi di Sole e di Luna, utili alla Scienza per studiare i movimenti del nostro Sistema Solare; le Occultazioni con altri corpi celesti, importanti eventi per misurare la distanza con il metodo della parallasse; gli Allineamenti con altri Pianeti del nostro Sistema Solare, momento favorevole per meglio definire le ellittiche delle orbite planetarie; e, non vanno dimenticate le Maree Terrestri (bassa e alta marea); la meteoagricoltura rapportata alla distanza della Luna rispetto alla Terra (apogeo e perigeo lunare) e, per chi ci crede, la nascita dei neonati (sarà vero?). Vediamo, quindi, che il “rimorchio” terrestre è abbastanza carico di tante importanti informazioni, utili all’Uomo per studiare l’inizio dell’Universo. Ed, a tal proposito, giova ricordare che, osservando le fasi Lunari, l’uomo stabilì il calendario (Calendario Gregoriano) in quanto, l’intero ciclo delle fasi lunari dura circa un mese che, se lo moltiplichiamo per 12 mesi, ricaviamo un anno solare, ovvero: i 365 giorni necessari alla Terra per completare il giro completo intorno al Sole (l’esattezza dei 365 giorni dipende se l’anno e bisestile). La Luna è osservata dall’uomo da quattro secoli, a partire dalle antiche civiltà (Egizia, Araba, Cinese, Maya, Incas, Atzeca e dagli Indiani d’America); l’uomo moderno è riuscito a fotografarla e mapparla, avvalendosi di tecnologie avanzate; così come, è riuscito a calpestarla (20 luglio 1969) portando sulla Terra molti campioni di pietre lunari, i quali, hanno maggiormente svelato i segreti del nostro Satellite, evidenziandone le sue caratteristiche: Raggio 1738 Km pari a un quarto circa di quello terrestre; Massa 73 X10* gr. Pari a 1/81,3 volte quella terrestre; Densità 2,78 gr. Per cm* pari a metà di quella terrestre; Temperatura da + 130° a – 150°; Accellerazione di gravità alla superficie 1,6 m/s* pari a circa 6 volte minore di quella terrestre; Distanza dalla Terra 384,402 Km; Diametro angolare apparente del disco 31’ 5”; Inclinazione media dell’orbita rispetto all’eclittica 5° 8’ 43”; Precessione dei nodi lunari 19° all’anno verso Ovest. La Luna non riflette di luce propria ma di luce solare (luce cinerea) in misura diversa, a seconda delle regioni colpite dai raggi solari, in quanto, la conformazione dell’aspetto seleneologico è abbastanza variegato; la superficie lunare infatti, è caratterizzata da enormi pianure di rocce laviche oscure (Mari lunari) che assorbono la maggior parte della luce solare, riflettendone soltanto il 7% e da regioni montagnose (Appennini lunari) che hanno una composizione petrografica con un alto potere riflettente. Per questo, ad occhio nudo, la Luna ci appare come una grossa palla bianca, tempestata da enormi macchie oscure; mentre, osservandola al telescopio, si evidenziano le cicatrici (crateri lunari) causate dagli impatti al suolo di altri corpi celesti (asteroidi, bolidi, meteoriti) a causa della totale assenza di atmosfera. Un corpo senza futuro? Tutt’altro. La sonda lunare Clementine ha rilevato un enorme giacimento di acqua alla calotta polare Nord, risvegliando l’interesse dei Ricercatori; ed è proprio di questi giorni la notizia diffusa dalla N.A.S.A. di riprendere le missioni lunari. Di pari, sempre la N.A.S.A., in collaborazione con l’E.S.A. – European Space Agency e con l’A.S.I. – Agenzia Spaziale Italiana sta realizzando il progetto lunare Quiet Cone (cono di silenzio) ovvero, la realizzazione di un Radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna, immune dai disturbi radioelettrici generati dalla Terra. A questo punto è d’obbligo fare una considerazione: sicuramente, noi non andremo mai sulla Luna (mai però mettere le mani davanti alla Provvidenza) per cui, avvaliamoci delle nostre attrezzature per vivere, in un certo senso, le stesse emozioni degli astronauti. In che modo? Semplice, i Radioamatori “inviando” la loro voce sulla Luna con i collegamenti via Earth-Moon-Earth (Terra-Luna-Terra) oppure rilevando il diagramma del campo magnetico lunare, utilizzando le apparecchiature radio, il computer e gli appositi programmi per la Radioastronomia amatoriale (il Radioastrofilo, così come il Radioastronomo, “osserva” i corpi celesti sulla banda radio dello spettro elettromagnetico); e gli Astrofili “inviando” il loro sguardo alla ricerca di fenomeni transienti, quali: domi lunari, Moon Metors Impact (i domi lunari sono sporadici rigonfiamenti della superficie lunare dovuti, forse, a residuo di gas nel sottosuolo, pari al fenomeno del bradisismo delle solfatare di Pozzuoli; mentre il moon meteors impact si evidenzia al telescopio attraverso l’estesa nube di polvere lunare sollevata, appunto, da impatti meteorici al suolo ed in sospensione per un lungo periodo di tempo a causa dell’assenza di gravità, la quale, da l’impressione di un denso banco nuvoloso, che sappiamo non esistere per assenza di meteorologia lunare) o esaminando la composizione dei gas e dei minerali lunari con l’impiego di spettroscopi amatoriali. Abbiamo volutamente aprire l’articolo con una accusa immeritata rivolta alla Luna, l’abbiamo definita Un sasso senza tempo. A questo punto si evince che il titolo era provocatorio e, pertanto, l’accusa decade perché, come abbiamo visto il nostro Satellite, sebbene fermo nel tempo, ha ancora tante cose da dirci. E, proprio perché è una fonte inesauribile di informazioni, vi esortiamo ad incentivare l’interesse verso questa fedele compagna di viaggio, che, da 4600 milioni di anni, puntualmente, quasi ogni sera, si mostra per farsi ammirare in tutta la sua bellezza. Orbene, cominciamo ad osservarla con un modestissimo binocolo casalingo (un 10 X 50 va benissimo), soprattutto quando è al primo quarto, ovvero quando i raggi del Sole sono radenti sulla sua superficie e mettono ben in evidenza gli orli dei crateri, i monti ed i mari fino al terminatore (il terminatore è la linea immaginaria che separa la parte illuminata dalla parte oscura); ma, anche quando, durante un eclissi di Sole, il disco lunare oscura quasi completamente il disco del Sole, perché quello è il momento favorevole per osservare le protuberanze della corona solare (le protuberanze sono le lunghe lingue di fuoco che si staccano dalla corona solare e che furono osservate per la prima volta da Galileo Galilei nel 1612 proprio durante un eclissi di sole). Siamo alla fine del nostro viaggio nell’Universo, che, per quanto breve, inconsciamente ci ha catapultati a 15 miliardi di anni addietro; quando, a seguito di una enorme esplosione nucleare (il Big-Bang), tutto e cominciato, fino alla creazione della Terra. A conclusione dell’articolo, così come in apertura, ci piace chiudere con un pensiero religioso che, ancor di più, ci farà riflettere sull’infinità dell’Universo e la grandezza di Colui che lo ha creato. Dal libro della Genesi:

- Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra” E, così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina”



- E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio la creò; maschio e femmina li creò; Dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina

Ricordi l’uomo di essere frutto del

Creato perché le sue lacrime sono

salate come l’acqua del mare.

(Carl Sagan)



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