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2007 Selene

Radioastronomia

Spedizione Scientifica

SELENE 2007

***

Eclisse Totale di Luna

Monte Vulture, 3 Marzo 2007
Rionero – Potenza

La Luna è spesso protagonista in molte mitologie e credenze popolari; è fonte di ispirazione artistica per pittori ed autori musicali; ed è un malizioso Cupido per gli innamorati. Nella mitologia Greca, Selene è la dea della Luna, figlia di Iperione e Teea, sorella del Dio Elios (il Sole) e di Eos (l’aurora). Selene, dunque, è la pianificazione della Luna piena, insieme ad Artemide (la Luna nuova) ed a Ecate (la Luna calante). Indubbiamente, credenze di altri tempi; ma, non va dimenticato che fu proprio il grande astronomo Aristarco di Samo, vissuto nella Grecia classica, tra il 310 ed il 230 a.C., a ricavare la distanza tra la Terra e la Luna, calcolando la misura del tempo impiegato dalla loro divinità pagana, per effettuare il movimento completo di rivoluzione intorno al nostro Pianeta: le fasi lunari. E, grazie a questa meravigliosa scoperta, venti secoli dopo, Giovanni Keplero (1571 – 1630), sfruttando le precisissime misure del suo maestro Ticho Brahe (1546 – 1601), confermò la cronometricità delle fasi lunari e dimostrò che le orbite lunari sono ellittiche, e non circonferenze (causa, questa, del fenomeno delle eclissi che avvengono sul piano dell’eclittica terrestre). Le eclissi, dunque, un evento astronomico dove, comunque, la Luna, è sempre la protagonista nelle varie configurazioni celesti (Sole-Luna-Terra: eclisse di Sole; Sole-Terra-Luna: eclisse di Luna); un importante appuntamento per la Scienza ufficiale ed amatoriale; un incontro ravvicinato con un singolare spettacolo celeste, utile ai ricercatori ad approfondire lo studio di questo corpo celeste, staccatosi dalla Terra circa 4600 milioni di anni fa, forse a causa di un terribile impatto asteroidale. Per cui, l’eclisse totale di Luna del 3 Marzo 2007, non poteva passare inosservato anche per noi, ricercatori di I.A.R.A. Group (Italian Amateur Radio Astronomy Group) che, già da tempo, meditavamo l’idea di un sito osservativo in altura, per seguire l’importante evento astronomico. A concretizzare l’iniziativa, provvide il collega iZ8.DWG, Onofrio Barisiello, il quale, in occasione di un incontro avvenuto presso il radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina, mi prospettò l’idea di realizzare una spedizione scientifica in Basilicata, e, più precisamente, sulla vetta di Monte Vulture, nel Comune di Rionero in Vulture (Potenza); in quanto, a suo dire, avremmo beneficiato della collaborazione dell’Associazione di Protezione Civile “I lupi del Vulture”, magistralmente diretta da suo padre, iZ8.EMA, Carmine Barisiello e dei colleghi della Sezione A.R.I. di Melfi. Pertanto, dopo alcuni incontri tenuti nella sede del C.O.M. di Rionero in Vulture ed alcune ricognizioni sulla cima del Monte Vulture, fu deciso il programma della serata, così articolato: una conferenza presso il centro sociale “Pasquale Sacco” di Rionero; un sito osservativo su Monte Vulture, a quota 1330 s.l.m.; lat. 40°55’ N – 15°40’ E; locator JN70UW; composto di telescopi di vario diametro di apertura, di binocoli astronomici, di uno spettroscopio e da una stazione meteorologica; inoltre, da una stazione radio e da un computer, entrambi necessari per mantenere i contatti, in UHF ed in internet (con il sito www.radioastronomia.com ) con lo staff di I.A.R.A. Group di Polignano a Mare (Bari), la dove, utilizzando il radiotelescopio di iZ7.EVR Michele Mallardi, avrebbero osservato l’eclisse sulla banda radio dello spettro elettromagnetico, sulla frequenza di 11 GHz , per rilevare l’emissione termica della superficie lunare, durante le fasi dell’eclisse. Ad appoggiare l’iniziativa, provvidero la Provincia di Potenza ed il Comune di Rionero in Vulture; ma, anche gli istituti scolastici cittadini, fortemente interessati a coinvolgere i ragazzi, nell’intento di strapparli dalla piaga dell’ozio della strada. Straordinario chairman del convegno: iZ8.FMF, Luigi Ciccarelli della Sezione A.R.I. di Portici, accreditato presso la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana – FERPI. Insomma, tutte le previsioni favorevoli di una serata carica di cultura e ricca di emozioni. Meno favorevoli, invece, le previsioni meteorologiche previste per Sabato, 3 Marzo 2007, le quali, alla nostra latitudine, prevedevano cielo nuvoloso, vento forte e avviso di rovesci! Nonostante i cattivi presagi meteorologici, alle ore 18,00 in punto del 3 Marzo, come da programma, iK8.FMF, Luigi Ciccarelli, alla presenza delle autorità intervenute ed a un folto pubblico presente nella sala convegni del centro sociale, ha mollato gli ormeggi ed ha dichiarato aperta la conferenza. Così, dopo il messaggio di benvenuto da parte delle autorità cittadine, il conduttore della serata ha presentato il primo relatore: iW7.DEC Roberto Di Leo, che ha trattato l’argomento “Radiocollegamenti via Meteorscatter”. Supportato da interessanti immagini proiettate in sala, Roberto, ha informato il pubblico presente, composto anche da numerosi O.M. circa le tecniche usate dai radioamatori per effettuare collegamenti a lunga distanza, utilizzando gli strati atmosferici, ionizzati a seguito di impatti meteorici; e, di conseguenza, lo studio ed il monitoraggio degli sciami meteorici che la Terra incontra nel corso del suo movimento di rivoluzione intorno al Sole, sfruttando il loro radiante e lo ZHR (Zenital Hourly Rate). Interessante anche la relazione di iZ8.DWG, Onofrio Barisiello, il quale, avvalendosi di apparecchiature multimediali, ha disquisito sui primi collegamenti radio effettuati dal grande maestro G.Marconi, per concludere, poi, con le modernissime tecniche di collegamento via Earth-Moon-Earth, usate dai radioamatori per i collegamenti via Luna. A seguire, il Dott. Vito Rosa, ricercatore dell'Associazione Lucana Astrofili, con la relazione “Aristarco e la Luna” che ha riportato indietro nel tempo, tutti i presenti, e cioè, a quel lontano 310 a.C., quando Aristarco di Samo, senza l’uso di sofisticati strumenti di misura, con la capacità dell'intuito, diede il via alla ricerca sul nostro Satellite. Quando poi, l’amico Luigi Ciccarelli, ha presentato la mia relazione “La Luna, un sasso senza tempo?”. Usando la fantasiosa macchina del tempo, che è in ognuno di noi, ho invitato tutti i presenti a fare un viaggio nel futuro, commentando le suggestive immagini proiettate in sala, relative alla enorme distesa di ghiaccio scoperta nel cratere Aitchen, al polo sud lunare, dalla sonda Clementine e, successivamente, confermata dalla sonda Lunar Prospector. Inoltre, attraverso le immagini dell’impatto della sonda Smart One, attentamente seguito dai ricercatori del radiotelescopio “Croce del Nord” di Medicina (Bologna) e del radiotelescopio “V.L.B.I.” di Noto (Siracusa), nell’intento di rilevare un maser della presenza di acqua e nella ricerca di possibili strati atmosferici nella tenue atmosfera lunare, ho informato loro circa il nuovo interesse per la Luna, da parte della N.A.S.A. e dell’E.S.A. e, quindi, il programma di nuove missioni lunari. Ed infine, le immagini futuristiche del progetto

“Qui et Cone”, relativo alla costruzione di un grande radiotelescopio, nel cratere Dedalus, situato sulla faccia nascosta della Luna, necessario per sfuggire all’inevitabile inquinamento elettromagnetico, provocato dagli abitanti del pianeta Terra. Al termine del convegno, i relatori sono stati avvicinati dai giornalisti televisivi e della carta stampata, per attingere ulteriori informazioni, utili a commentare le immagini televisive riprese nel corso del loro intervento (per l’occasione, erano presenti: RAI TRE Basilicata ed alcune emittenti libere) e stilare articoli scientifici sulle testate dei giornali. Non da meno, dal numeroso pubblico presente, soprattutto alunni e docenti, avidi di conoscere informazioni scientifiche, anche diverse dalla materia trattata nel corso della serata. Fin qui, la prima parte del programma, conclusosi con la cena sociale, svoltasi presso un caratteristico locale di Rionero, a base di tipiche pietanze lucane, egregiamente annaffiate dal generoso “Aglianico del Vulture” e, che, ha visto riuniti radioamatori ed astrofili, discutere insieme di argomenti di natura tecnico-scientifica e scambiarsi amichevolmente le loro esperienze. A tal proposito, va aggiunto che, un buon numero di astrofili, fiduciosi del clima quasi sempre sereno del meridione d’Italia, erano giunte da varie Regioni, con i loro strumenti ottici, affrontando un buon numero di chilometri di viaggio. Ma, tanta perseveranza, alla fine, fu premiata; in quanto, iZ8.EMA Carmine Barisiello, via radio, ci sollecitò a raggiungere la postazione osservativa, perchè il sistema nuvoloso, inaspettatamente, cominciava a diradarsi, aprendo uno stupendo squarcio di cielo sereno e mostrando la Luna già in fase di eclisse. Ipso fatto, salimmo sulla cima del Vulture e, poiché la coda della perturbazione era caratterizzata da forti raffiche di vento, decidemmo di trasferire il sito osservativo e le apparecchiature radio ad una quota più bassa. Come per una gara di solidarietà, furono veramente tanti ad aiutarci a trasferire tutte le attrezzature a quota 650 s.l.m.; dove, sull’enorme piazzale antistante la sede della Protezione Civile, a tempo di record, fu riallestito tutto, eliminando anche il generatore di corrente, poiché attingevamo la rete elettrica direttamente dai locali della sede del C.O.M. Nel nuovo sito eravamo al sicuro e sotto vento, l’anemometro della nostra stazione meteo segnava soltanto 2 nodi (bava di vento); la temperatura era sopportabile (11,3°C) e la percentuale di umidità accettabile (57,9%); i telescopi non vibravano più e le ottiche si erano già acclimatate (elemento indispensabile per consentirci di effettuare le riprese fotografiche in maniera del tutto stabile). Incoraggiato dalla nuova situazione favorevole, decisi di puntare anche lo spettroscopio solare per rilevare se, durante le fasi dell’eclissi, si verificavano variazioni nell’esame spettroscopico lunare. Ed, a quanti mi chiedevano, incuriositi, che cosa fosse “l’argagno” che stavo usando, spiegai loro che la spettroscopia lunare è identica alla spettroscopia solare, in quanto, la Luna non brilla di luce propria ma di luce riflessa dei raggi del Sole; e, che, la scomposizione dei colori (l’iride) che gli feci osservare nello spettroscopio, era la stessa scomposizione dei colori rilevabili sulla fotosfera solare, dovuta alla temperatura dei gas presenti nel Sole. Devo dire che, i più interessati erano gli studenti delle scuole superiori, i quali, simpaticamente, ci bombardarono di domande sull’evento astronomico del quale erano spettatori; sulle nostre tecniche di osservazione e sulle attrezzature per le comunicazioni radio con la postazione di Polignano a Mare. Erano, ormai, le ore 2,30 di Domenica, 4 Marzo 2007, quando, un nuovo banco di nuvole, alto e stratificato, si presentò inesorabile e pose fine alla serata, rimandando tutti a casa. Ovviamente, eravamo davvero soddisfatti, perché, tutto sommato, eravamo riusciti a svolgere il programma, in tutte le sue parti; eravamo riusciti a riprendere belle immagini fotografiche ed eravamo riusciti a raccogliere importanti dati. Ma, soprattutto, eravamo riusciti a cogliere la simpatia dei giovani di Rionero in Vulture, i quali, attesero che caricassimo tutta la nostra attrezzatura in macchina, per salutarci ed invitarci a ritornare per rivivere insieme altre esperienze come questa. Di pari, ci assicurò, via radio, iZ7.EVR Michele Mallardi. Il prossimo appuntamento con la dea Selene sarà il 14 Dicembre 2029. Ed, in attesa che venga quel giorno, noi faremo sacrifici propiziatori con altri dei mitologici del nostro sistema solare!

di iK7ELN Giovanni Lorusso

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