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2008 Anno Intern Pianeta Terra

Radioastronomia

Introduzione
Accade che, ogni giorno, dalle enormi profondità della Terra, risalgono in superficie materiali caldi, riversandosi da un lato e dall’altro della dorsale oceanica. Il materiale, poi, si raffredda e nasce una nuova crosta oceanica. Accade che, ogni giorno, materiali caldi ridiscendono all’interno della Terra, per poi riemergere con linfa nuova. Accade che, ogni giorno le placche continentali si avvicinano e si allontano di pochi centimetri, dando luogo alla deriva dei continenti. Accade, dunque, che ogni giorno nulla è fermo sulla Terra perché oceani e continenti sono in lenta, ma continua, trasformazione. Questa è la circolazione convettiva del nostro Pianeta che, a distanza di 4,6 miliari di anni, lo rende vivo più che mai. Accade anche che, ogni giorno l’uomo immette nell’aria gas velenosi, condannando il Pianeta Vivente ad una lunga ed inevitabile agonia!






2008

International Year of Planet Earth
Riscopriamo il nostro Pianeta

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2008 * Anno Internazionale del Pianeta Terra, proclamato dall’ONU e dall’UNESCO. Un anno ricco di celebrazioni ed iniziative scientifiche e culturali. La proposta formulata dall’Union of Geological Science ha trovato unanime consenso nel corso della 60^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la quale si riunisce soltanto per discutere argomenti importanti. Ma, i problemi globali che minacciano la Terra sono diventati delle vere emergenze, per cui l’ONU e l’UNESCO, hanno sentito la necessità di porre una particolare attenzione all’opinione pubblica di tutto il Pianeta. Questo special event, che vede il giorno 22 Aprile 2008, celebrare la Giornata Internazionale del Pianeta Terra (International Day of Planet Earth) ha coinvolto il mondo della scienza e della cultura, il quale, nell’intento di partecipare alle celebrazioni, ha organizzato convegni, conferenze, meeting, simposium. Anche la Chiesa, con un articolo apparso sull’Osservatore Romano del 9 Marzo 2008, ha riportato un elenco di violazioni, con atteggiamenti peccaminosi, per chi li commette nei confronti dell’area ecologica. Ma, le celebrazioni dell’IYPE hanno anche altri obiettivi da raggiungere: cercare di ottenere maggiori finanziamenti dai governi dei vari Paesi per destinarli alla ricerca, mirata ad una maggiore conoscenza della Terra (fenomeni endogeni, cambiamenti climatici) e, soprattutto, a risanare i danni ambientali procurati dall’uomo. Duole sottolineare che, in questi ultimi anni, la Scienza ha dedicato di più il suo interesse per la ricerca spaziale, trascurando il pianeta Terra. Spettacolari missioni spaziali hanno ridisegnato nuovi scenari interplanetari ed aperto nuovi mondi alla conoscenza umana, trascurando la ricerca e le necessità di “Casa Nostra”; ma, questo, trova soltanto una labile giustificazione alla frase: ….oggi, grazie ai satelliti, della Terra, ormai, sappiamo proprio tutto. Ma, noi, veramente, conosciamo a fondo il nostro Pianeta? Beh, a parte i geologi ed i vulcanologi, che ne conoscono anche il respiro, le nostre conoscenze si limitano agli studi scolastici. Per cui, proviamo a ridisegnare insieme il profilo del nostro Pianeta, rispolverando quelle nozioni lasciate nei banchi di scuola. Ebbene, la nostra Terra è nata 4,6.miliardi di anni fa; e, dopo varie evoluzioni chimiche e fisiche, ha assunto l’aspetto che noi tutti conosciamo: un geoide di forma sferica, schiacciato ai poli e gibbosa all’equatore. La Terra, terzo pianeta del Sistema Solare, orbita intorno al Sole, descrivendo un’orbita ellittica di 365 giorni, detto: Movimento di Rivoluzione che produce l’avvicendarsi delle stagioni; ruota sul proprio asse, in senso antiorario, in circa 24 ore, detto: Movimento di Rotazione, producendo il di e la notte; ed infine, descrive con il proprio asse, una rotazione sulla Sfera Celeste di 26.000 anni, detto Movimento di Precessione, il quale, in futuro, andrà a modificare il Nord Astronomico. Inoltre, nel corso del suo Movimento di Rivoluzione intorno al Sole, la Terra indica alcuni punti significativi della sua orbita, che per l’Emisfero Boreale sono: l’Equinozio di Primavera (il 20 Marzo) quando le ore di luce solare sono uguali alle ore di buio; il Solstizio d’Estate (il 20 Giugno) quando le ore di luce solare sono maggiori rispetto alle ore di buio; l’Equinozio d’Autunno (il 22 Settembre) che ridisegna ancora una equità tra ore di luce e buio; e il Solstizio d’Inverno il (21 dicembre) quando le ore di buio sono maggiori rispetto alle ore di luce. Mentre nell’Emisfero Australe accade esattamente il contrario. Sempre nel corso del Movimento di Rivoluzione, la Terra, a causa dell’orbita ellittica intorno al Sole, compie ulteriori movimenti, designando due periodi importanti: il Perielio e l’Afelio; ovvero, rispettivamente i momenti in cui la Terra è più vicina e più lontana dal Sole, che, per il 2008 sono: il Perielio, del 3 Gennaio, alle ore 0,00, con una distanza Terra/Sole pari a 147.096.708 milioni di Km; e l’Afelio, del 04 Luglio, alle ore 08,00 con una distanza Terra/Sole pari a 152.104.135 milioni di Km. Questi calcoli erano già noti dal III a.C., quando Aristarco di Samo dimostrò che la Terra compiva un moto di rivoluzione intorno al Sole ed un moto di rotazione intorno al proprio asse; Archimede di Siracusa spiegò la forma sferica della Terra dovuta alla forza di gravità; e Eratostene di Cirene, avvalendosi dell’immagine del Sole riflessa in fondo al pozzo di Siene (oggi Assuan) e dell’ombra proiettata dall’obelisco della piazza di Alessandria di Egitto, nel 230 a.C., avvalendosi del suo intuito, effettuò una misura accurata della circonferenza della Terra, risultata esatta ai calcoli rifatti con i moderni calcolatori. La Terra, dunque, un involucro di gas nucleare, creato da una Mente molto al di sopra delle capacità umane, che, nel corso del suo processo di evoluzione durato miliardi di anni, poi, si è raffreddato, ed è diventato un pianeta, il nostro Pianeta. Lo strato esterno, raffreddandosi, ha formato la Crosta fatta in prevalenza da rocce basaltiche e da rocce granitiche, spessa circa 30 Km., calpestata dall’uomo che giornalmente svolge la sua vita; il Mantello che raggiunge una profondità di circa 3000 Km, costituito di rocce ricche di ferro, magnesio e silicio; ed, infine, il Nucleo costituito di ferro e nichel, dove si ritiene possa esistere ancora un processo di fusione termonucleare. Un pianeta vivo, con una intensa attività geodinamica, dove sussulti (terremoto, bradisismo); sbuffi (vulcanesimo, attività geotermica); e tettonica a zolle (movimento litosferico delle placche continentali) ci fanno capire che esistono dei vigorosi moti, i quali rigenerano ripetutamente il suo aspetto. Tutto questo è materia di studio da parte dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia, nel quale, brillanti ricercatori svolgono un importante lavoro di ricerca, a volte rischiando anche la propria vita nelle vicinanze di bocche eruttive di pericolosi vulcani oppure nel fondo di profondi anfratti terrestri. Ma la Terra non è soltanto materia, perché è caratterizzata anche da un Campo Magnetico. Infatti, il magnetismo è una caratteristica notevole del nostro Pianeta, considerato come una enorme calamita di forma sferica, ma con poli differenti (positivo al Nord e negativo al Sud) molto simile ad una dinamo ad autoeccitazione, sempre pronta a ricaricarsi e, sperando che non avvenga, ad invertire i poli! A studiare il campo magnetico terrestre, in Italia, provvedono ben tre Osservatori Geomagnetici: Castel Tesino; L’Aquila; e Lampedusa, i quali, osservano attentamente le variazioni terrestri ed il comportamento della Magnetopausa. E, qui, va aggiunto che, alla fine degli anni 50, il fisico Thomas Gold, scoprì che il campo magnetico della Terra esercita le sue linee di forza anche al di fuori, opponendosi alla pressione del Vento Solare, dando origine, così, ad una onda d’urto stazionaria. Questa forma di interazione da luogo ad uno spazio che racchiude tutto il campo, cioè la Magnetosfera. Ne consegue che, il limite del campo magnetico terrestre e il vento solare, ovvero il bordo della magnetosfera, assume la definizione di Magnetopausa. E, in questo strato, detto Regione di Transizione, dove si genera l’onda d’urto generata dall’impatto del vento solare, avviene l’interazione tra il campo magnetico terrestre e le particelle ionizzate del vento solare, nella quale si forma una cavità geomagnetica, appunto la Magnetosfera, nella quale si manifesta quel processo fisico che prende il nome di Ionosfera, ben noto ai Radioamatori per le riflessioni delle onde elettro magnetiche. A conclusione dell’argomento relativo all’Aereonomia del pianeta Terra, va aggiunta l’Atmosfera terrestre, elemento essenziale per la nostra esistenza, ma anche per i radio collegamenti a lunga distanza. Trovo superfluo elencare gli strati atmosferici che avvolgono la Terra, in quanto già di dominio dei Radioamatori, oltre che dei Ricercatori; ma non posso fare a meno di accennare al disastro ambientale chiamato “Effetto Serra”; un meccanismo perverso generato dall’uomo con l’emissione di gas velenosi nell’atmosfera, colpevole del surriscaldamento della Terra e, di conseguenza, un irreparabile cambiamento dell’ecosistema. Le spaventose immagini del surriscaldamento globale, trasmesse dalle reti televisive, ci fanno capire l’entità del danno creato dall’uomo. Questo articolo rappresenta un modesto contributo in occasione delle celebrazione dell’International Year of Planet Earth; ma, soprattutto, la speranza, che questo capolavoro dell’Ingegneria Celeste, possa rimanere l’habitat ideale per i futuri abitanti del Pianeta Terra.







di iK7.ELN Giovanni Lorusso

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