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Radioastronomia

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EUROPE’S COLUMBUS SPACE LABORATORY

Benvenuti a bordo


“Benvenuti a bordo del laboratorio spaziale Columbus…..” Questo messaggio non è rivolto ai visitatori della navetta Columbus; ma è rivolto ai Radioamatori di tutto il mondo che si collegheranno con l’equipaggio di bordo, questa volta Europeo. Ma, veniamo ai dettagli di questa interessante notizia che, sicuramente, affascinerà tutti noi. Preciso subito che, più che un articolo, questo, vuole essere una nota informativa, corredata di spettacolari immagini ricavate dal convegno dell’AMSAT Italia sul tema “Spazio e Radioamatori”, tenutosi a Roma, il 2 Dicembre 2006, ed al quale ho partecipato in veste di osservatore di I.A.R.A. Group; per cui, mi limiterò a trattare l’argomento in maniera confidenziale, smorzando i toni dell’ufficialità del contenuto. Ma, ancor prima di entrare nel vivo della notizia, è doveroso citare i relatori che hanno partecipato al convegno, discutendo temi di elevato valore scientifico, senza, però, entrare nello specifico, in quanto non occorrerebbe certo una pagina per trattarli e, soprattutto, evitando di rendere noiosa la lettura. L’elenco delle autorevoli personalità del mondo della scienza era così composto:

Prof. Graziani – Università La Sapienza di Roma UNISAT; Prof. Santoni – Università La Sapienza di Roma UNISAT; Dott. Fabio Piergentili – Dirigente ALMA-SAT 1; Prof. Paolo Ceppi - Università SUPSI Ticino, Svizzera TISAT; Prof. Allen Weston – Università SUPSI Ticino, Svizzera TISAT; Prof. Piero Tognolatti – Università di L’Aquila SSETI/ESMO; Ing. Marco Lisi – Chef Scientist Telespazio TUNE; Prof. Sergio Chiesa – Politecnico di Torino. Aereo Space Sistem Enginnering Team ASSET; Ing. Maurizio Tranchero – Politecnico di Torino PiPOT. Come vedete: un elenco di cervelloni, il cui “mestiere” è lo studio, la ricerca e la sperimentazione nello spazio. Tuttavia, per quanto “personaggi autorevoli” della Comunità Scientifica (taluni di loro li vediamo spesso ospiti di Superquark; La Macchina del Tempo, Gaia ecc.), va detto che hanno un profondo rispetto per il lavoro svolto dai Radioamatori; perché, a loro dire, noi Radioamatori siamo una specie di “Ricercatori Kamikaze”; definizione, questa, dovuta alla nostra “cocciutaggine” nel provare e riprovare, fino a raggiungere il successo. E, tale perseveranza, è premiata dal fatto che l’E.S.A. – European Space Agency, ha accettato di installare a bordo del Laboratorio Spaziale Columbus una stazione radio e relative antenne sulle frequenze radioamatoriali, la quale verrà operata dall’equipaggio di bordo (naturalmente Radioamatori). E, poiché nel Consorzio dell’E.S.A. partecipa anche l’A.S.I. – Agenzia Spaziale Italiana, sicuramente saranno effettuati collegamenti con astronauti italiani; che, a turno, si avvicenderanno nel laboratorio spaziale. Quale atto dovuto, aggiungo che anche AMSAT Italia, ha contribuito al progetto con una cospicua somma, per la realizzazione delle antenne (completamente diverse dalle nostre antenne radioamatoriali) che verrà installata all’esterno del modulo Columbus, esattamente sullo schermo antimeteorite del modulo, il quale, a sua volta, sarà parte integrante della Stazione Spaziale Internazionale – ISS. Ma chi potrà collegarsi con gli astronauti del Columbus?
A tal proposito, rispondo, rimandandovi alla lettura del mio articolo apparso su Radio Rivista di Gennaio di quest’anno, relativo ai collegamenti radio effettuati dagli alunni della scuola Settanni di Rutigliano, nel corso della Settimana Scientifica Rutiglianese; dal quale, emergono alcuni dati importanti: l’orbita, le effemeridi, le condizioni tecniche e le dovute autorizzazioni che, in quel caso, furono rilasciate dalla N.A.S.A.; ma nel caso del Columbus, dovranno essere richieste all’E.S.A. (compito, questo, dell’AMSAT Italia che mantiene i contatti con tutti gli Enti Spaziali del mondo) E, qui, va aggiunto che, se gli Astronauti hanno una emergenza a bordo, cancellano lo sked di loro iniziativa! Io ero presente a Rutigliano e posso assicurarvi che si prova una grande emozione nel sentire le voci di uomini lontani dal nostro Pianeta che, in sette minuti (questo è il tempo massimo di acquisizione del tracking), cercano di rispondere ai tanti interrogativi che gli vengono posti dalla madre Terra. A conclusione, vi invito ad osservare attentamente le immagini del Columbus Project che iK7.MWT Guerino, ha cortesemente elaborato, e, che, qui, ringrazio per la sua preziosa collaborazione, rendendo di facile interpretazione tutte le fasi che lo compongono. E, mentre mi accingo a chiudere l’articolo, mi ritornano alla mente le melodiose note della celebre canzone degli anni trenta, che resero famosa Nilla Pizzi: “….. vola, Colomba bianca vola…..” Vuol essere questo, l’augurio di buon lavoro per il Laboratorio Columbus ed il suo equipaggio; e, perché nò, anche per i Radioamatori.


iK7.ELN Giovanni Lorusso

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